Agua Calientes



L'Abruzzo col sassofono



Prefazione e recensione di un loro demo tutto in uno


Girovagando per Internet, e più specificamente, andando a curiosare nei link presenti sull'unico sito Ska-oriented italiano (SkabadiP naturalmente) ho trovato dei collegamenti a gruppi in levare italiani con relativo indirizzo e-mail per un facile e veloce contatto.
Solita trafila con presentazione mia e di VIDA (che, caso strano nessuno conosce, vogliamo supportare un po’ questo underground magazine?) e richiesta di materiale sonoro su cui lavorare. Risultato di questa mia ricerca alcune e-mail di risposta e una demo tape degli Agua Calientes con relativa bio e foto che penso potrete vedere appena sotto il titolo (gruppi ska italici perché non mi mandate qualcosa da recensire???).
E come premio per essere stati i primi a spedire qualcosa e anche per farmi perdonare da Fabrizio Tronca per tutto il tempo che gli ho fatto aspettare, ecco a voi gli Agua Calientes…

Partiamo quindi dalla biografia di questo gruppo, l'idea di base avuta da Vincenzo De Sanctis nel 1994 fu quella di riunire Soul, Reggae e Afro con lo Ska a dare un tocco di velocità, l'incontro con Germano Antonucci ed i successivi inserimenti di Fabrizio Tronca, Danila Giunta, Vincenzo Salce, Franco Cafarelli, Michele Ciamponi e Gianluca Bucciarelli portano il gruppo ad un proprio stile musicale, che come compare sulla copertina del demo si può sintetizzare in "Ska, Reggae & Soul".

Fatto il gruppo cominciano i concerti e le partecipazioni a vari concorsi in terra d'Abruzzo, con risultati sempre più che lusinghieri. Dal palco passano nel 1995 alla sala d'incisione, "Gasp" è il loro primo demo contenente due sole canzoni, seguito da un lavoro più corposo già nel 96 ("FlockHaus", dieci pezzi di cui vi parlerò in seguito) e da un altro demo chiamato "Surfin'Ska" che dovrebbe presto uscire anche come maxi-single cd su tutto il territorio nazionale.
Apriamo quindi le danze, il demo si presenta molto bene, copertina in computer grafica con doppio risvolto interno che riporta tutte le informazioni riguardanti il prodotto, manca solo il marchietto S.I.A.E. e potrebbe essere facilmente scambiata per una qualsiasi cassetta che si può trovare nei negozi di dischi.

La parte musicale inizia con l'intro chiamata "Ventidue Soli" in cui vengono riassunti i temi principali dei testi degli Agua Calientes in chiave quasi recitata su di una percussione molto etnica, la seconda canzone "Viaje Por Mar" è uno Ska cantato sia in spagnolo che in inglese da Vincenzo De Sanctis, niente per cui gridare al miracolo comunque uno Ska veloce che mette voglia di ballare. Rallentiamo il ritmo e ci troviamo a ballare un Lover-reggae intitolato "Palms" in cui il duettare tra voce maschile e femminile mi fa apprezzare la voce calda di Danila Giunta, seguito subito dopo da "Come On Man", un'altra Reggae song con sax e tromba a creare un atmosfera malinconica molto adatta al testo che parla di come siano difficili i passaggi che un uomo deve attraversare durante la propria vita. Partenza Soul che si tramuta in Ska per "Never", anche qui Vincenzo e Danila duettano su uno Ska inframmezzato da assoli di armonica, la voce femminile sale via via più in alto ed anche qui Danila dimostra di saperci fare, bella canzone grazie a voce ed armonica. Con "Dangerous Game" torniamo al Reggae impreziosito da una bella trama di basso, mentre in "Moonbeam" dopo un inizio di sax che non mi convince molto tutto si trasforma grazie ad un organo che tesse atmosfere Soul mentre fiati e percussioni battono strade più vicine al ritmo in levare. Decisamente Soul in "Little Lies", bella canzone che ben si adatta alla voce di Vincenzo con tromba e sax ad alti livelli, seguita da "Lula" altro bel Soul con venature Etno in cui gli assoli di tromba gareggiano con le percussioni.

L'Etno-Reggae di "Baby" chiude degnamente questa demo con un mix di lingue formato da inglese, francese ed un idioma africano chiamato Wolof (almeno così c'è scritto sul foglio che mi hanno mandato), ed anche in questo brano la voce di Danila mette i brividi. Una nota a parte la meritano i testi di questo demo, tutti scritti da Artemio Laratta parlano di amori complicati, di pazzia e di come la società moderna tenda a livellare tutti verso il basso della mediocrità, testi con un contenuto che nascosti sotto l'inglese, il francese, lo spagnolo o il Wolof non possono essere (secondo me) pienamente apprezzati. Forse essendo i testi molto intimisti l'autore non ha voluto rendercene partecipi tramite una canzone in lingua italiana, oppure il meltin-pot delle varie musiche, culture, lingue e tradizioni non contempla la partecipazione della nostra penisola?

A detta di chi mi ha inviato questa cassetta "Flock Haus" non è né il più recente né il migliore della loro produzione, comunque le idee ci sono, la tecnica ha solo bisogno di essere un po’ affinata e per il resto continuate pure su questa strada.

Articolo originariamente apparso su VIDA



E ora comincia l'avventura...


Gli Agua Calientes al completo

Personaggi ed interpreti:

Vince the master frog – Vincenzo De Sanctis – Chitarra, voce e armonica (V.D.S)
L’Umanista – Artemio Laratta – Testi (A.L)
Il Sax– Vincenzo Salce – Sax (V.S)
Geno– Germano Antonucci – Organo e tastiere (G.A)
Bassista "a terra" – Fabrizio Tronca – Basso (F.T)
La signorina Rottermeier – Danila Giunta – Voce (D.G)

Innanzitutto cosa state facendo di bello?

V.D.S: Diffondiamo il più possibile l’Agua Calientes’ Style! Come si fa? Non è semplice...
Innanzitutto ci vuole una bella faccia tosta; quindi, salire sul palco vestiti da scemi e, in quello stato, cercare di convincere il pubblico che si sta facendo una cosa seria. Il tutto fra battute, frizzi, lazzi, ricchi premi e cotillon. Oltre a ciò (sembra pazzesco, è vero!) ci stiamo occupando della realizzazione e promozione del nostro primo disco (un maxisingle CD), che dovrebbe uscire all’inizio del prossimo autunno per la TOAST di Torino. Sarà distribuito in tutta Italia. COMPRATELO! NE VALE LA PENA!!

V.S: A parte la solita tournée estiva in giro per l’Italia e l’Europa (!!!, bah!) e il film sulla nostra storia (doppio bah!) appena finito di girare, stiamo programmando un viaggio "ispiratore" a Casablanca; vorremmo ripetere l’esperienza di un anno fa, quando, tutti insieme siamo partiti per Marrakech e lì abbiamo trovato nuove fonti di ispirazione per la nostra musica.
Io poi, personalmente, sto guardando in tv "quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda tutta calda", glorioso film dei gloriosissimi anni 70 e rapito dalle scene altamente commoventi, ho preso spunto per scrivere.

G.A: Siamo in trepida attesa per l'uscita del nostro primo miniCD ufficiale, Surfin'Ska, di cui si è già detto parecchio. Poi, cerchiamo di arraffazzonare concerti nella nostra zona, ma la situazione è disperata. Aiuto! Signori della terra d'Abruzzo, non siamo mostri: suoniamo solo Ska! Fatece divertire un po’!

  Leggi la recensione su Riddim Reviews

Come è venuta l’idea a Vincenzo di unire Soul, Ska Reggae e Afro per creare l’Agua Calientes’ Style ed il perché di questo nome?

V.D.S: Per quanto riguarda la prima parte della domanda... HO VISTO LA LUCEE!!
Per ciò che concerne il nome... "Si va ad Agua Caliente, il posto più fetido di tutto il Mexico!" (da "Per qualche dollaro in più" di Sergio Leone; dialogo fra Clint Eastwood e Lee Van Cleef, in fuga).

V.S: Innanzi tutto "Maximum respect for the Agua Calientes’ style !"
Pah! Beh, per uno che crede di essere la reincarnazione di Otis Redding, il fratello segreto di Peter Tosh e la copia scolorita di Laurel Aitken era il minimo cercare di unire Soul, Ska e Reggae. Per quello che riguarda il nome del gruppo il discorso è semplice. Infatti, a parte il fatto che l’alternativa ad "Agua Calientes" era "Rolinda Ska Band", abbiamo deciso di chiamarci così, perché la traduzione di "Agua Calientes" è (più o meno) "acqua calda"...e noi siamo un po’ come l’acqua calda: noi crediamo che il sound afro-caraibico scorra nel sangue di tutti noi, che il Soul, il Reggae, lo Ska, la Black Music in generale, facciano parte del modo di essere e di sentire di ogni singola persona; solo che spesso tutto ciò è nascosto in chissà quale antro del nostro cuore e del nostro animo. Ecco, ciò che ci differenzia da molta altra gente, è che noi esplicitiamo, facciamo emergere questo patrimonio che è in ognuno di noi, quindi non inventiamo niente, rendiamo solo evidente ciò che chiunque possiede intrinsecamente dentro di sé: siamo un po’ come la scoperta dell’acqua calda. (...azz! questa m’è venuta bene!).

G.A: Tutto è nato casualmente, alcuni anni fa. C'era l'occasione di salire su un palco, a Popoli, il nostro paese d'origine, e Vincenzo, che non conoscevo, mi ha contattato. Così sono nati gli Agua Caliente. Dopo quella gloriosa esperienza, io e Vincenzo ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo deciso di continuare. Sono sopravvissuto a decine di epurazioni interne, a siluramenti e boicottaggi, abbandoni e pianti disperati, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Gli Agua Calientes sono sopravvissuti, nonostante quella sgrammaticatura aggiunta alla fine del nome. Il nome! L'origine del nome può spiegarvela Vincenzo. Lui si diverte sempre a ripetere le stesse cose.

Generi musicali e gruppi preferiti dei componenti della band?

V.D.S: W il Soul, il Rock‘n’Roll, i Kinks, "Ten Golden Guns" dei Casino Royale e soprattutto... i TALKING HEADS.

V.S: Per rispondere a questa domanda, bisogna fare una premessa: ognuno dei componenti della band, al suo ingresso nella stessa, ha subito un lavaggio del cervello da parte del dittatore assoluto (indovinate un po’ chi è ?!) atto a cancellare tutti i vecchi gusti e le vecchie conoscenze musicali, a favore di quelle imposte dal regime.
Detto questo possiamo parlare della smisurata passione di tutti noi per quel genere di recente diffusione, definibile come "CantautoreSfigatoAll’Italiana", tipo Masini, Grignani, Vallesi.
Io comunque, forse condizionato dal plagio di cui sopra, amo ascoltare i generi che suoniamo, soprattutto nelle espressioni italiane (Pitura Freska per il Reggae, ad esempio, o Zucchero per il Soul).

G.A: Vincenzo impera. E' lui che ci costringe ad ingerire chilometri di nastri di gruppi sconosciuti degli anni '60 e '70. Praticamente, siamo stati sottoposti tutti ad un vero e proprio lavaggio del cervello. Per ciò che mi riguarda, posso dire che tra i gruppi italiani contemporanei prediligo MAU MAU ed Almamegretta. Per quanto riguarda i generi, potrò sembrare blasfemo, ma non disdegno il Rock. E poi, scusate se esco un po’ dai binari, ma vogliamo proprio dimenticarci dei BEATLES??? E del SGT. PEPPER's? CERTO CHE NO!!!

F.T: Ultimamente direi No Doubt per il panorama straniero, ma soprattutto Ridillo e Papasun Style per quello italiano. Il disco dei Papasun Style, "The Positive Life" è una delle cose migliori che abbia mai sentito: è più di un anno che non riesco a togliere quella cassetta dalla macchina (perché si è squagliata nello stereo). Comunque in generale W il rock’n’roll tosto: Motorhead, AC-DC, BackBeat.

D.G: Also gut, rispondo volentieri a questa domanda, caro Massimo, perché mi fornisce l’opportunità di sottolineare l’eterogeneità di questo simpatico gruppetto di fanciulli skatenati! Non ho ancora sbirciato fra le risposte degli altri skalmanati, ma per quanto mi riguarda provo un’attrazione quasi magnetica verso Tina Turner, come donna forte e grintosa, oltre che cantante dalla tecnica particolarissima, mi riferisco però soprattutto ai brani dell’epoca Ike. Un’altra signora ha poi la capacità di farmi rabbrividire: Mrs. Aretha Franklin, vedi, non si tratta solo di apprezzarne le qualità, le doti vocali o la bellezza della canzoni, ma è una reazione epidermica, un’alchimia, chiamala come vuoi ma è quel brivido che provi quando le ascolti. Di cantanti "belle e brave" ne è pieno il mondo, odio puntualizzare l’ovvio, ma manca loro qualcosa, l’anima direi, la passione e la gioia di comunicare un’emozione, la tua più intima emozione a chi ascolta mentre canti. E’ un po’ come sfoderare tutta la propria tirchieria quando si va a comprare un regalo!

Comunque, la lista è ancora lunga, ti conviene sederti e pazientare...l’alternativa sarebbe cancellare questo file e fingere di non averlo mai ricevuto [l'intervista è stata fatta, prodigi di Internet, via email]...Meno male che rispondo solo a queste due domande.
Brevemente, altrimenti qui mi staccano la corrente: Jethro Tull, Loreena McKennitt, The Cranberries, Fleetwood Mac, Eagles, John Denver e la musica della West Coast in generale, Elisa....aiuto...tolgonooooo laaa corren

Gruppi che hanno maggiormente influenzato il vostro stile e perché

V.D.S: l’Agua Calientes’ Sound è il risultato di un bel pastrocchio fra i generi ed i gruppi menzionati un momento fa. Naturalmente non sono gli unici. Si possono aggiungere i Toasters, gli Specials, i Prime Movers, gli Small Faces, Manu Dibango, Angelique Kidjo, i Creeps, Lokua Kanza, ma anche James Brown, Rufus Thomas, Jerry Lee Lewis, Little Richard, Aretha Franklin.... boh!? Basta tenere le orecchie aperte e le antenne di ricezione sempre all’erta.

V.S: Boh, forse gli altri avranno elencato decine di gruppi a cui somigliamo o a cui ci siamo ispirati, ma io non ci credo. Comunque, se proprio devo fare un nome, dico i Casino Royale, intendendo quelli di circa 10 anni fa, quando, all’inizio della loro carriera, suonavano uno ska tipicamente britannico con tanto di organo hammond e sezione fiati. Purtroppo adesso hanno perso la retta via e si impegnano a produrre varie schifezze musicali che poi suonano in giro per l’Italia).

G.A: I Casino Royale delle origini, senza alcun dubbio. Tanto che a Vincenzo l'idea di formare una band ska è venuta proprio per le troppe lacrime versate dopo la terribile virata di Palma e compagni. Tornate sui vostri passi! Vogliamo una nuova Bonnie&Clyde! Per il resto, devo confessare che la maggioranza di noi ha iniziato ad ascoltare ska dopo essere entrato nella band. Ed infatti il nostro sound in levare esce un po’ dai canoni soliti: credo che L'Agua Calientes' Sound sia lontano parente delle sonorità degli Specials, dei Selecter e via dicendo. Il nostro è una ska molto...mediterraneo. Quindi, parlando dei gruppi che hanno influenzato il nostro stile, dovrei citare un calderone di nomi e di dischi. O forse la verità è che siamo influenzati unicamente dai noi stessi, e dalle vibrazioni mesmeriche del Flockhaus.

F.T: Io sono nato ascoltando tutto un altro genere di musica. Se non fosse stato per Vincenzo, il quale mi ha rivoltato come un calzettino, sarei rimasto ancora a Cliff Williams degli AC-DC o a Roger Glover del Deep Purple, che comunque poi non sono niente male.

D.G: non c’è più corrente.

Agua Calientes: Il battito in levare che si diffonde dall'Abruzzo...

Vi considerate un gruppo Ska? e se si avete contatti con altre ska bands italiche? e cosa ne pensate della situazione ska odierna?

V.D.S: Provaci tu ad andare in un locale dell’interno abruzzese e dire "Vorresti ospitare una serata Ska?" Se tutto va bene, rimedi una strana occhiata, a dir poco interlocutoria; a questo punto parte la "fase di convincimento": una o due ore (a seconda dei casi) di chiacchiere a raffica su cosa sia lo ska, il soul-beat e la loro importanza nel panorama musicale italiano ed internazionale. In genere li prendiamo per stanchezza. C’è una certa probabilità che Gli Aguas siano l’unica band Ska in tutto l’Abruzzo (la nostra regione di provenienza e, per ora, quella in cui facciamo danni), anche se lo Ska per noi è solo uno dei punti di partenza per l’Agua Calientes’ Sound & Style (ma forse questo lo avevi già intuito, vero?). I nostri amici delle altre bands suonano altri generi musicali, prevalentemente Rock. La scena musicale ska italiana sembra piuttosto vitale, ma bisognerebbe emergere definitivamente per coinvolgere "le grandi masse di pubblico". D’altra parte il genere si presta molto bene a questo scopo: si tratta, indiscutibilmente, di una musica molto comunicativa. Ma come si fa? Ditecelo! VOGLIAMO DIVENTARE RICCHI E FAMOSI!

V.S: Quali Ska bands? Dove sono?
Premesso che noi siamo fondamentalmente un gruppo Ska, devo dire che, almeno in ambito regionale, soffriamo un po’ di solitudine. Credo che in tutti questi anni di gloriosa carriera, solo una o due volte abbiamo avuto direttamente a che fare con gruppi che suonavano qualcosa di lontanamente somigliante allo Ska (peraltro nell’ambito di festival o concorsi). Magari a livello nazionale la situazione è un po’ meno tragica, ma comunque è drammatica. Purtroppo in Italia non c’è una grossa cultura Ska, e quella che c’è è troppo limitata, relegata nei centri sociali o negli ambienti mod. Dispiace, perché lo ska potrebbe essere un genere di più ampio respiro, soprattutto in virtù di quanto ho detto prima, e cioè che il sound della black music è dentro tutti noi, basta solo rendersene conto e tirarlo fuori (il sound!).

G.A: Si, siamo un gruppo Ska. Ma non solo. Certo, i nostri concerti sono dominati in gran parte dal tempo in levare, ma ci piace spaziare tra i generi, come avrai capito. Finora, abbiamo avuto pochissimi contatti con altre band ska. La situazione odierna, comunque, sembra promettere qualcosa di buono per il futuro. E mi riferisco a tutto il movimento musicale sotterraneo della penisola, non soltanto agli ambienti Ska. Qualcosa bolle in pentola, e i gusti del pubblico sembrano meglio orientati rispetto al passato.

Io ho sentito solo "FlockHauS", il vostro secondo demo, cosa mi dite degli altri vostri lavori, quali passi avanti avete fatto e cosa vi sembra di aver migliorato?

V.D.S: Questa sì che è una domanda interessante! Vediamo... uhmm..... che cosa abbiamo combinato? ...Boohh!? Forse... Si! ecco! Stiamo lavorando ulteriormente alla commistione (leggi: mischiaggio) di vari generi musicali. Il primo incontro lo abbiamo fatto con il Surf. Grandissimi i Beach Boys! I risultati non sembrano malaccio. Potrai ascoltare la canzone nel nostro compact di prossima uscita. A proposito, si chiamerà "Surfin’ Ska" (e come sennò?). L’ultima frontiera è, da un lato, il raddoppio dell’utilizzo delle lingue all’interno della medesima canzone: su "Azul" (una canzone stranissima: sembra quasi una canzone progressive, non pare neanche un pezzo nostro) ve ne sono addirittura quattro: spagnolo, inglese, italiano (finalmente!) e lingala, un’altra lingua africana, parlata nello Zaire (o Congo, come viene adesso chiamato, dopo le ultimi avvenimenti accaduti in quelle zone). Potrai ascoltarla anch’essa nel disco in uscita. Dall’altro lato, ci stiamo attivando per aprire una collaborazione con un gruppo di percussionisti e cantanti senegalesi di stanza in zona. Cosa ne verrà fuori? ai posteri (o meglio a quei quattro poveracci disposti a venire ai nostri concerti) l’ardua sentenza. Il tutto senza dimenticare i nostri punti di riferimento, naturalmente: proprio qualche giorno fa abbiamo composto un altro pezzo Ska; è molto leggero, direi quasi "da spiaggia" (forse il Surf è ancora in agguato?).

V.S: Lavori?!? Lavorare è una parola grossa, eh! Comunque, benché Flockhaus fosse assolutamente perfetto ( forse anche qualcosa in più ), col disco che uscirà in autunno, Surfin'Ska, ci siamo superati: è ancora più perfetto. Diciamo che stiamo procedendo nel nostro progetto di fusione dei generi: infatti, pur partendo dai nostri tre generi di riferimento, ci stiamo allontanando sempre più dagli standard di ognuno di essi, per introdurre ritmi e sonorità di ognuno sugli altri.

G.A: Beh, Surfin'Ska rappresenta sicuramente un passo avanti. Sia per la commistione di generi e lingue, sia per il sound.. Per quanto le canzoni di Flockaus fossero belle, mi sembra che durante la registrazione del demo abbia pesato un po’ una certa inesperienza. Ci sono alcune imperfezioni, qua e là, e a volte il suono non pompa come dovrebbe. Con Surfin'Ska mi sembra che i risultati siano di tutt'altro livello. Le canzoni sono fantastiche e molto diverse tra loro, il suono è bello carico...e poi c'è una perla. AZUL sarà l'HIT del prossimo anno!!!! Anche se Vincenzo non la voleva suonare, stavolta ci siamo imposti. E' la nostra Yesterday, una perla di dolcezza in un mare di adrenalina!

Scaricati Hat Eater (219 KB in Realaudio 5)

I testi di Artemio Laratta: belli i temi trattati, ma perché non in italiano? Non vi piacerebbe far pensare la gente al ritmo in levare?

V.D.S: Che domanda! Ma siamo tutti cittadini europei o no? E il villaggio globale, allora, che fine gli facciamo fare? L’italiano entrerà sicuramente a far parte delle lingue utilizzate dagli Aguas, ma non verrà mai utilizzato in maniera esclusiva. Anche perché, inserendo le canzoni in rete, cosa potrebbe capire un ascoltatore di Timbuktu o di Las Palmas? Inoltre, tutto ciò ci sta fornendo la possibilità di far parte di ska-compilations distribuite negli USA, in Germania ed in Messico; In più ci risulta che alcune radio della Croazia e della Spagna trasmettono la nostra musica. Butta via! Per quanto riguarda l’Italia... beh, ai nostri concerti la gente balla allegra e noi siamo tutti contenti. Comunque, su tutto ciò forse Artemio ha qualcosa da dire.

A.L: Intanto grazie per il giudizio sui testi. In realtà non ci siamo prefissati in maniera specifica la scelta di una lingua. Essendo la musica che suoniamo una miscellanea di generi (Ska, Soul, Reggae ... ), anche per ciò che attiene ai testi abbiamo usato lingue diverse, con la prevalenza dell’inglese per il suo carattere internazionale (ma ci sono anche francese, spagnolo, lingala e wolof, 2 dialetti africani e "22 Soli" è in italiano). E’ certo che in futuro scriverò comunque testi in italiano. I pezzi nascono dalla libera ispirazione, così come i testi. Sarebbe innaturale prefissare o incanalare le nostre sensazioni in questo o quel binario. Seguiamo con troppa naturalezza le nostre "pulsioni" artistiche senza porci troppi perché, con il gusto di chi si diverte a fare il musicista o "l’umanista". Lasciamo che anche il pubblico segua con estrema naturalezza il senso del nostro ritmo e dei nostri testi.

V.S: Credo che il nostro esimio paroliere non sappia più parlare l'italiano. Impegnato a scrivere testi in inglese, francese, spagnolo e via dicendo, s'è dimenticato la sua lingua madre, tant'è vero che con lui ci esprimiamo a gesti, urla e suoni gutturali di dubbio gusto.

G.A: Perfettamente d'accordo per ciò che concerne un ampliamento dell'uso dell'italiano. Un uso non esclusivo, però. Siamo un gruppo di Crossover, sia musicale che linguistico. E dobbiamo andare avanti per la nostra strada. Sentire più lingue nella stessa canzone, senza magari capire il testo, può aiutare a riflettere lo stesso. Abbasso l'etnocentrismo! W la multirazzialità!

F.T: I testi di Artemio sono una tostata, soprattutto perché per scriverli non ci mette più di una mattinata. Ultimamente ho scritto anche io un testo, per una canzone che sarà sul nostro CD: ci ho messo una barca di tempo, e non sono ancora convinto del risultato ... ma ormai il pezzo è già stato registrato ...

Voce maschile e voce femminile, come vi dividete i compiti. Chi e come decide chi deve interpretare una canzone anziché un’altra?

V.D.S: Che ti devo dire... gli altri del gruppo probabilmente ti diranno che sono io che, con la frusta in mano, impongo a tutti chi deve cantare e in che modo, ma la verità è che... HANNO PERFETTAMENTE RAGIONE! Si, vabbè, però nessuno sa che anche io sono una povera vittima. Si, delle canzoni. Sono loro, nel momento in cui vengono fuori, che decidono da chi vogliono essere interpretate. Io non sono che un umile esecutore della loro volontà, senza alcuna possibilità di scelta (sigh!).

V.S: Beh, questa domanda è facile, vale meno delle altre. Come ho detto, c'è una persona nel gruppo che si ostina ad autodefinirsi cantante, chitarrista ed autore delle musiche, mentre è semplicemente il tiranno assoluto ed incontrastato. Costui, forte del potere conferitogli direttamente da Dio, cerca di creare una parvenza di democrazia (per salvare la faccia), ma poi in pratica decide come, dove, quando e in che modo suonare le canzoni (anzi, decide anche quali canzoni suonare).

G.A: Il buon senso ci indurrebbe a mettere un bavaglio a Vincenzo e a far cantare sempre e solo Danila, che ha una voce splendida. Ma il dittatore si scrive le canzoni per lui, e certe volte sceglie tonalità che si adeguano solo alla sua incomparabile voce. Aiutateci! Fatelo stare zitto!

Cosa volete dire agli internauti che vi leggeranno su SkabadiP?

V.D.S: Lo Ska è un genere bellissimo. Va assolutamente ascoltato e diffuso il più possibile. Magari arricchito ulteriormente con altri generi. In quest’ottica le canzoni degli Agua Calientes sono insuperabili (naturalmente!). Ascoltatele (nel nostro sito c’è già qualcosa, ma verrà presto ulteriormente rimpinguato), comprate i nostri dischi (ovvio!), e, se poi, in virtù dei famosi "misteri dell’imponderabile" non vi dovessero piacere (cosa praticamente impossibile)... beh, allora siamo pronti a ricevere le vostre "critiche costruttive" (leggi: insulti feroci). Ma, per favore, non infierite troppo!

V.S: Voglio dire proprio un bel po’ di cose:

A) MAXIMUM RESPECT FOR THE AGUA CALIENTES STYLE

B) SAS!

C) Se qualcuno vi ferma per strada e vi chiede:- Scusa, ma tu quanti anni hai?- , voi rispondetegli:- Io, come voi, ho un po’ di anni di più di voi!-

D) Ad Ottobre, recatevi nei peggiori negozi di dischi e chiedete di Surfin'Ska, l'ultimo strepitoso successo degli Agua Calientes; poi magari ascoltatelo e se vi piace lo comprate. Grazie.

Ah, potete comprarlo anche se non vi piace.

G.A: Grazie di esistere! E se volete esistere meglio, comprate Surfin'Ska! Ne vale la pena!

Ringraziamenti?

V.D.S: Aaaa ccchiii?! Se dovessimo ringraziare quelli che hanno creduto in noi... non dovremmo ringraziare nessuno! No, non è vero. Però c’è da dire che incontriamo numerose difficoltà ad avere fiducia da parte dei promoters e dei gestori dei locali nella nostra zona. Sveglia! Non esistono solo il Dark, l’Hard Rock o, peggio, il Liscio. Di contro, riceviamo numerosissime attestazioni di simpatia e proposte di concerti, dischi ed altre iniziative dall’esterno, attraverso la rete. Grazie internauti! Continuate così! Vi amiamo tutti! La stessa cosa, naturalmente, va indirizzata a tutti coloro che, alla faccia dei promoters di cui sopra, continuano a venire ai nostri concerti e a divertirsi. C’è persino qualcuno (o, forse, qualcuna) che ci segue nelle varie date. Ma non si annoiano a sentire sempre le stesse canzoni? Comunque... grazie di cuore! Ne abbiamo bisogno!

V.S: Si, a tutti quelli che ci leggeranno su SkabadiP; a tutti quelli che ci sopportano e che ci dicono che siamo bravi solo per farci piacere; a Dio, che ci ha prescelti per diffondere lo Ska nel mondo ( e anche oltre ); a Tinto Brass, che ha capito tutto della vita; a Edvige Fenech, che aveva capito tutto di Tinto Brass prima che arrivasse Tinto Brass.

G.A: A tutti quelli che ci seguono con affetto. A quelli che ci sopportano. A quelli che ci hanno dato una mano. A quelli che hanno creduto e che crederanno in noi.

Progetti futuri?

V.D.S: Diffondere il più possibile l’A.C. S.S. (Agua Calientes Sound & Style). È divertente, interessante, stimolante, avvincente, ma... che faticaccia!

V.S: Vediamo: a breve termine soldi, successo, donne; poi, più in là, donne, successo, soldi; magari, fra qualche anno, successo, donne , soldi. SAS!!!!

G.A: Continuare per la nostra strada. Suonare Ska, Reggae, Soul, Beat...per divertirci. E per far divertire. Saluti!




Come contattare la band?


Sito Internet:  www.aguacalientes.com

 

Agosto 1998

A cura di Massimo Boraso


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